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Diario di Viaggio PDF Stampa E-mail
News - Area Individuo
Andrea Parisi, Deputy President del nascituro Lom di Lamezia Terme, racconta la sua esperienza alla European Academy
L’aeroporto di Roma Fiumicino è in pieno fermento pur essendo appena le quattro del mattino e le operazioni di check-in mi occuperanno per una mezz’ora abbondante, un tempo sufficiente per riordinare le idee, progettare l’approccio con una nuova avventura e riprendere la piena efficienza delle facoltà mentali, dopo aver dormito per non più di un’ora e mezza…
 
Andrea (l'ultimo a destra) durante una lezione della European AcademyFaccio scalo ad Amsterdam-Schiphol per prendere un volo KLM e realizzo che gli aerei Alitalia, quanto a comfort e qualità delle vivande, hanno pochi concorrenti (ed anche sui costi non sono così male). Finalmente lo scalo di Goteborg. So per esperienza che, in questi casi, il segreto è beccare altri partecipanti all’evento cui si è diretti, perché si sa che l’unione fa la forza, soprattutto nelle coalizioni contro i tassisti ingordi!!! Missione compiuta, riesco a prendere il taxi con ragazzi scozzesi e spagnoli e mi rendo conto che l’inglese parlato dagli Highlanders è proprio incomprensibile…
 
La location dell’Academy non appare eccezionale a prima vista, anzi! L’unica cosa positiva dell’arrivo è scoprire che mi hanno assegnato un monolocale tutto per me: molto, molto positivo…È ora di pranzo ed eccocci alle inevitabili presentazioni: Italiano? Oh, Cannavaro, Totti, World Champions! Mai come in quest’anno, credo di essermi reso veramente conto di cosa abbia significato la vittoria dei mondiali, una volta varcati i confini nazionali. E’ davvero stupefacente quanta simpatia, carisma ed affetto (!) mi abbia procurato la nostra nazionale con la vittoria di quest’estate (francesi a parte, naturalmente)!
 
Le attività d’aula non mi sorprendono: dopo aver frequentato i corsi di Fernando Sanchez a Ragusa ero preparato ai contenuti. Ad ogni modo, ad approfondire le tematiche sul funzionamento dei gruppi organizzati ci si può dedicare una vita e sembra che la cosa sia anche molto redditizia. Il giorno successivo è dedicato al piatto forte dell’Academy vale a dire le attività all’aperto. Resto parecchio stupito dai boschi svedesi, sono assolutamente identici a quelli calabresi, nonostante i circa 5000 Km di distanza, e quindi bellissimi: stessa vegetazione, stessa conformazione del terreno e, a quanto pare, stessa fauna. Fatta eccezione per la zuppa di verdure a merenda, la giornata trascorre piacevolmente tra simili caccia al tesoro e paternali degli istruttori sull’importanza dell’aiuto reciproco nel conseguimento dei risultati che ci si prefigge di raggiungere.
 
Altra lezione utile: a volte non è assolutamente una perdita di tempo, anzi è molto positivo ripetere a se stessi e ad altri alcuni concetti che, a prima vista, sono scontati e ripetitivi ma che, in effetti, la circostanza che appaiano tali (scontati e ripetitivi) non è che li renda inutili.
Dulcis in fundo, il salto nel vuoto: dalla cima di una scala da campo in legno bisogna gettarsi all’indietro, nel vuoto, confidando (e sperando) nel sostegno dei compagni pronti a prenderti prima che tu ti  spiaccichi a terra. Da non credersi!!! Certo, facile a dirsi, ma a farsi…Andrea (al centro) con il Presidente Mondiale e il Vicepresidente Esecutivo Europeo alla consegna dell'attestato
 
Nei due giorni successivi prosegue la formazione. Viene simulata un’assemblea generale e si fa esperienza circa il funzionamento di un Lom, essendo stati tutti i partecipanti divisi in gruppi. La sera di gala poi, è la sera di gala… tutti in tiro. Gli Scozzesi con il loro Kilt e le inevitabili foto di rito. Ritiriamo gli attestati e si cena, dopo gli immancabili baci, abbracci & complimenti. Assaporando l’immancabile baccalà, ci si scambiano promesse di arrivederci, inviti nei rispettivi paesi d’origine e biglietti da visita (consiglio a tutti di munirsi di greetings card prima di partecipare a questi appuntamenti).
 
È giunta l’ora del rientro a casa disgraziatamente, la mattina dopo, come spesso mi succede, riesco a perdere il mio aereo perché, sappiatelo tutti, a Goteborg gli aeroporti sono due e, se non specificate quale volete raggiungere, sono guai…In ogni modo sia, chiunque ne abbia la possibilità, partecipi ad una Academy; non voglio stare a sottolineare l’importanza del confronto e del dialogo con chi proviene da realtà diverse dalla nostra, sarebbe scontato!!! Voglio, però, rimarcare che l’accoglienza degli organizzatori e dei partecipanti è splendida: essere jaycees sviluppa un senso comune di appartenenza impossibile da rendere a parole ma, che una volta calati nella realtà di un contesto JCI, si sente, eccome!
E’ senz’altro difficile non scadere nella retorica quando si trattano determinati argomenti ma il segreto (e la grandezza) della JCI sta proprio in questo: riuscire a farti sentire parte integrante ed indispensabile di un gruppo che unisce individui diversi per provenienza, lingua, razza, religione, e costituito da persone che, tutte insieme, perseguono l’ideale della crescita e del miglioramento di se stessi e del mondo che li circonda… oltre che del maggior divertimento possibile nelle occasioni conviviali!!!

                                                                                                                       

Andrea Parisi  

 

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